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Capitani d'aprile
Titolo originale: Capitães de Abril
Nazione: Portogallo/Francia/Italia/Spagna
Anno: 2001
Genere: Drammatico/Guerra
Durata: 123'
Regia: Maria De Madeiros
Cast: Stefano Accorsi, Maria de Medeiros, Joaquim de Almeida
Produzione: JBA Productions, Mutante Filmes, Filmart Producciones Cinematográficas S.L., Alia Film, Tele+
Distribuzione: Sharada
Recensione: Capitani d’Aprile è un film che narra una vicenda storica alquanto singolare con uno stile registico alquanto scialbo che non coinvolge lo spettatore.
La vicenda è quella della Rivoluzione dei Garofani avvenuta in Portogallo il 24 Aprile 1974 promossa e portata a compimento da alcuni giovani capitani dell’esercito che, stanchi dello spargimento di sangue perpetrato nella guerra coloniale, pongono fine alla dittatura di Salazar.
La sua peculiarità sta nei tempi in cui fu condotta, 24 ore; nei modi; quasi improvvisati; nella motivazione che la mosse, il rifiuto di continuare ad uccidere; in coloro che la condussero, giovani uomini addestrati per uccidere; infine nel modo in cui terminò, e cioè con l’uscita di scena dei militari al momento di dare una nuova conduzione politica al paese.
Se un’evento storico così inusuale si offre ad una rielaborazione vuoi nel senso del peculiare, mettendo in risalto il fatto che un simile atto sia stato possibile in un dato luogo ed in un dato momento nella storia, vuoi in senso universale mettendo invece in risalto i valori di cui tale atto si fece portatore aldilà del dove e del quando, il film non riesce in nessuno di questi due sensi, se non in poche scene di particolare intensità drammatica raggiunta attraverso un deciso utilizzo di mezzi cinematografici quali immagini e musica.
Nella conferenza stampa la regista Maria de Medeiros ci dice di aver voluto mettere in risalto il valore universale anche attraverso la scelta del cast internazionale, ma vedere Stefano Accorsi nei panni di un capitano portoghese non ci convince, sarà per quegli occhi spaesati che associamo inevitabilmente ai ruoli che ha fin’ora interpretato, sarà per l’invariabilità della recitazione. Ci lascia infine perplessi il personaggio di Antonia interpretato dalla stessa Maria de Medeiros, ci chiediamo che funzione abbia nella storia la sua ostentata ambiguità che ci viene proposta con insistenza, ma non riusciamo a darci una risposta. Peccato, la storia c’è ma manca la capacità di ricostruirla in senso artistico.

Silvia Di Persio