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![]() | Luce dei miei occhi Titolo originale: Luce dei miei occhi Nazione: Italia Anno: 2001 Genere: Drammatico Durata: 112' Regia: Giuseppe Piccioni Cast: Luigi Lo Cascio, Silvio Orlando, Sandra Ceccarelli Produzione: Albachiara, Rai Cinema Distribuzione: 01 Distribution Recensione: Alcuni film di Piccioni sembrano concepiti in uno di quei momenti in cui si percepisce l'anonimato e l'estraneità nella moltitudine, uno di quei momenti, sulla metropolitana ad esempio, in cui la monotonia del viaggio regala una trance che fa passare le immagini al rallentatore ed il volto di chi abbiamo di fronte diventa un sistema di segni che racconta una storia. I Volti di questo film, quelli di Maria( Sandra Ceccarelli) e di Antonio (Luigi Lo Cascio) sono volti devastati dal dolore e dalla solitudine che ci scorrono davanti insieme ad altri volti nell' affollamento ovattato di una Roma, bellissima e malinconica in questo film, che a pre le finestre dei suoi palazzoni, le vetrine dei bar, le stanze sovraffollate di Piazza Vittorio al nostro sguardo. Maria: un negozio di surgelati acquistato indebitandosi, una figlia che i servizi sociali minacciano di toglierle, troppe preoccupazioni perché si occupi davvero di lei, troppo dolorante egoismo perché possa scegliere un uomo che la ama. Antonio:i suoi passi, la possibiltà di giungere ad una meta, li offe ogni giorno ad altri attraverso il suo lavoro di autista e recupera la possibilità d'azione nell'immaginario, facendo di un eroe di libri di fantascienza il suo alterego. Due solitudini, le loro, alimentate dalla stessa incapacità di vivere poiché la loro è una situazione limbica: sempre in bilico tra la vita reale e quella che invece poteva essere. "Io rimpiango tutto" dice Maria, "non avrei mai pensato che la mia vita sarebbe stata così", mentre l'alterego di Antonio si chiede quando riuscirà a tornare sulla terra, costretto a vivere in un mondo di alieni. E proprio l'alieno diviene la metafora di queste vite-non vite, come colui che penetra nei corpi umani, provoca loro dolore. Questi corpi svuotati sono intorno a noi, hanno perso la capacità di ricordare e vagano doloranti e soli. Ma Piccioni ama i suoi personaggi in tutta la loro fragile umanità e darà loro la possibilità di tornare sulla terra, non senza dolore. Il film è molto triste ma altrettanto bello ed intenso, indelebili i volti dei protagonisti e quello Roma attraverso lo sguardo del regista.. Molto bravo Silvio Orlando, un Caronte la cui presenza porterà Antonio ad agire sulla terra. |