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![]() | Spy Game Titolo originale: Spy Game Nazione: Usa Anno: : 21 Novembre 2001 Genere: Azione/Thriller Durata: 127 minuti Scrittori: Michael Frost Beckner, David Arata Regia: Tony Scott Cast: Robert Redford, Brad Pitt, Catherine McCormack Produzione: Universal Pictures Distribuzione: Recensione: Thriller diretto da Tony Scott, (tra i lavori più celebri: "Top Gun", "Giorni di Tuono", "The Fan", "Nemico Pubblico"), il ritorno di un film di spionaggio con quel tocco umanizzante che lo rende affascinante. Lo scontro di menti geniali, il faccia a faccia costituito essenzialmente di trucchi, finte, inganni e doppio gioco, finalmente "Spy Game" è in grado di restituirci quel gusto perduto dei film di spionaggio classici non all'insegna della sola spettacolarità, della tecnologia e dei corpi speciali invincibili. Ci troviamo all'inizio degli anni novanta 1991, quando Tom Bishop (Brad Pitt) viene catturato in Cina durante un'operazione sotto copertura per la CIA, ovviamente agli USA converrebbe affermare che non si trattava di un'azione da loro organizzata, il che significherebbe sacrificare la vita di un uomo per salvare relazioni di politica e commercio con la Cina. La situazione particolarmente delicata, alla vigilia di un meeting commerciale con il Governo cinese, induce i vertici dell'Agenzia a valutare l'opzione di abbandonare Bishop al suo destino. L'opzione, però, va avallata da Nathan Muir (Robert Redford ) il suo ex-comandante, al suo ultimo giorno di lavoro prima della pensione. Brillanti i numerosi flashback, con cui si ripercorrono più o meno venticinque anni di spionaggio ricordando la carriera di Bishop, "filtrarti" ottimamente attraverso luci diverse che ne sottolineino al meglio il periodo storico. Il Vietnam del '75 è così dominato da toni gialli, quasi da documentario d'epoca, mentre i primi anni ottanta di Berlino sono virati su un blu freddo. La Beirut dell'ottantacinque invece è ripresa con colori caldi ed uno stile da reportage della CNN. La cinepresa di Scott ruota intorno ai personaggi o corre parallelamente a loro, a sottolinearne la tensione e lo stato d'animo, in palese contrasto con l'atmosfera degli uffici dell'Agenzia dove tutto sembra asettico e soltanto un orologio scandisce il tempo che trascorre verso il drammatico finale. Una storia di spie dove prevale il cervello più che l'azione. Numerose scene risultano confusionarie e poco interessanti e non si può dire che Redford e Pitt siano molto credibili nei panni di due spie della CIA, ma nel complesso un buon film dove la presenza di Robert Redford è ormai quasi sinonimo di una garanzia sulla qualità del lavoro. Particolare cura si nota nei dialoghi Un Pitt finalmente convincente e non il classico attore di gesso come in precedenti lavori. Un Redford, benché palesemente invecchiato, sempre avvolto dalla sua aura di indiscusso carisma. Sicuramente una buona visione con un cast maschile pieno di fascino. Una frase di Redford che segna un momento di ironia e che rimane impressa: "Bisogna fare gioco di squadra." "Quando il mio allenatore diceva così finivo in panchina!" La Redazione |