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Menù completo: il galateo dall'antipasto... al dessert

ANTIPASTI

Pizzette, rustici, tartine e tramezzini: si usano le mani.
Nel caso si tratta di tramezzini clubs quindi molto alti, si può usare il coltello per farne dei pezzi più piccoli, ma i vari pezzi vanno presi con le mani.

PRIMI

Le minestre: mai fare rumore con la bocca e mai usare il con il pane.
Il consommè servito nella caratteristica tazza con sottotazza e cucchiaio, verrà sorbito dalla tazza stessa.
Gli spaghetti e pasta lunga: si arrotolano con la forchetta in giusta misura (non esagerare nel boccone). Per gli stranieri e chi non riesce ad "arrotolare" spaghetti, pappardelle, tagliatelle, linguine, fettuccine ecc. c'è l'uso improprio del cucchiaio.

SECONDI

Frittata o crepes: separate i bocconi con la costa della forchetta è assolutamente vietato l'uso del coltello.
Uova a occhio di bue: va portato in tavola nel tegamino in cui è stato cotto. E' permesso immergervi dei piccoli pezzi di pane con la forchetta che potrete poi portare alla bocca una volta imbevuti.
Uovo alla coque: va servito nell'apposito porta uovo (oggi nelle forme più svariate) che dà la possibilità di tenerlo in posizione eretta senza il supporto delle mani.
Battere il guscio in cima con un cucchiaino, sbucciare la parte superiore con le mani salare a seconda dei vostri gusti e gustare immergendo pezzetti di pane nella cavità che porterete alla bocca con il cucchiaino.
Carne: è buon gusto tagliarla man mano che la consumate. Se state mangiando una bistecca con l'osso non è carino spolpare con le mani quest'ultimo con golosità anche se può essere più gustoso.
Uccelletti e quaglie: se non volete non mettere in difficoltà i vostri ospiti, evitate di comprenderli nel vostro menù.
Ci vuole estrema abilità ed eleganza nell'adoperare forchetta e coltello anche se è consuetudine gustare questo piatto con le mani, è più facile e più comodo, anche se non proprio corretto, l'iniziativa deve essere del padrone di casa.
I piccoli ossicini che potreste trovarvi in bocca vanno deposti sulla forchetta e fatti scivolare nel piatto, senza aiutarvi con le mani.

PESCE

Pesce: nei pranzi ufficiali è indispensabile usare l'adeguata posateria altrimenti va bene l'uso delle posate tradizionali.
Il pesce va tagliato solo con la forchetta, mai con il coltello che adopererete unicamente per aiutarvi a spinare o rimuovere la lisca di un pesce intero o a fare più porzioni.
Se vi viene servito un pesce intero, la prima cosa da fare è tagliare e riporre su un altro piattino destinato a tale scopo che avrete alla vostra sinistra testa e coda, poi va praticato un taglio longitudinale (più pratico sul dorso del pesce) e solleverete la lisca aiutandovi con il coltello riponendola sempre nello stesso piattino.
Caviale e pasticcio di fegato: vengono spalmati sui crostini con uno speciale coltello a spatola; assolutamente riprovevole l'uso della forchetta.
Crostacei: per l'aragosta si possono usare le normali posate da pesce, se vi viene servita già divisa e fratturata nei punti più difficili.
Per assaporare i granchi, per arrivare alla polpa al loro interno, rompetene il guscio con lo speciale coltello a spatola che ha un foro rotondo vicino alla punta.
Gamberi e gamberoni richiedono solo le posate da pesce, a meno che non vogliate gustare la polpa all'interno delle chele, per la quale sono indispensabili le mani.
Ostriche e frutti di mare: va utilizzata la forchettina a destra del piatto a tre denti che vi sarà utile per asportare il mollusco dal guscio che prenderete con la mano sinistra, dopo avervi spremuto qualche goccia di limone; mai tagliare queste prelibatezze con il coltello anche se il boccone è più grande del normale.

IL PANE

Grissini pane a fette, rosette, ciabattine ecc.: è proibito l'uso del coltello, va spezzato con le proprie mani. Se vi viene servito su un piattino che troverete in alto alla vostra sinistra, abbiate cura di riporvelo nuovamente dopo averlo spezzato, è buona educazione rompere solo il pezzetto che mangerete in un boccone unico, il pane non va mai rosicchiato o morso a più riprese. I grissini al contrario del pane, vanno spezzati al momento di mangiarli con la bocca stessa.
Evitare di spargere briciole su tutta la tavola o di fare palline di pane come i bambini con la mollica che potete tranquillamente non mangiare se non la preferite.
È permesso intingere il pane solo nelle portate di uova alla coque e a occhio di bue, oppure in presenza di piatti particolari.
Resistete alla tentazione di pulire il piatto facendo la famosa scarpetta.

CONTORNI

Insalata: a tavola non andrebbe mai tagliata col coltello, perciò è cura del cuoco portate in tavola le foglie in giusta misura, per non costringere i commensali a smorfie strane nel riuscire ad introdurla in bocca.
Olive: una volta nel proprio piatto si dovrebbero mangiare a piccoli morsi tenendole tra le due dita; fanno eccezione quelle farcite che si mangiano con la forchetta e quelle particolarmente piccole che ingerirete in un sol boccone. Il nocciolo non va sputato nel piatto, raccoglietelo delicatamente portando la mano destra alla bocca e rovesciatene poi il contenuto sul bordo del piatto.
Asparagi: Se serviti a tavola in un piatto di portata è opportuno predisporre vicino il piatto di ogni ospite delle apposite pinze (se non le avete evitateli nei pranzi importanti) con cui prenderli dal piatto di portata, in mancanza usate pure le mani. Vanno tagliati con la forchetta mai con il coltello,
Carciofi: se vi vengono portati crudi, è lecito adoperare le dita come per tutta la verdura in pinzimonio. Intingerete nel condimento la parte morbida della foglia, una alla volta e arrivati al cuore del carciofo, vi aiuterete con il coltello per separare la peluria, e con la forchetta porterete il boccone alle labbra.
Formaggio: viene servito non più di una volta al giorno e mai a pranzo.
Normalmente i formaggi teneri o di media consistenza, come il taleggio, il brié, la mozzarella, richiedono esclusivamente di adoperare il coltello: la prassi comune è di separarne un pezzetto con esso e di appoggiarlo sul pane portandolo alla bocca.
Con i formaggi duri si deve usare la forchetta: grana, emmenthal, provolone, pecorino, oppure con quelli molli o cremosi come il mascarpone, ricotta, petit suisse, stracchino.

DOLCI

Dolce: non tagliate mai le torte con il coltello, servitevi di un'apposita spatola affilata quel tanto che basta per dividerle in porzioni. Un dolce solido vi obbligherà ad usare la forchetta; uno morbido o liquido vorrà un cucchiaino oppure potete aiutarvi con la forchetta a spingere la parte di dolce nel cucchiaio.
Creme: senza dubbio, data la loro liquidità, servitele in tazze o coppette con un cucchiaino da dessert.
Gelati: per gustarli usate il cucchiaino a spatola che vi verrà portato assieme a questa ghiottoneria; L'unica eccezione è data dai semifreddi per i quali avrete a disposizione cucchiaio e forchetta.
Pasticcini: li troverete accompagnati dal loro involucro di carta pieghettata che li seguirà fino nelle vostre mani; inutile rammentarvi di non peccare di ingordigia servendovene a piene mani per paura di non assaggiare tutte le qualità che vedete esposte.

FRUTTA

Frutta: se ben lavata, può essere tagliata e mangiata con la buccia: se avete necessità di sbucciarla, fatelo con eleganza adoperando le apposite posate.
Quasi tutta la frutta va mangiata con la forchetta, eccetto alcune varietà che si differenziano tra loro per il diverso modo di gustarle ad esempio:
il cocomero va liberato di semi con la forchetta e tagliato a pezzetti prima di ingerirlo; per l'uva, servita già in piccoli grappoli, basterà che prendiate un grappolino con la mano sinistra e ne staccherete gli acini con la destra; le ciliegie si portano in bocca intere e si posa poi il nocciolo nel piatto con le dita; i fichi vanno divisi in quattro spicchi e la polpa viene asportata con la forchetta.
I noccioli della frutta, i semi degli agrumi o le bucce degli acini d'uva non vanno mai sputati nel piatto, ma raccolti con garbo nella mano destra portata allA bocca e riposti poi nel piatto.
Mele e pere: vengono tagliate a spicchi, fermando il frutto con la forchetta e procedendo alla scomposizione con il coltello; ogni spicchio poi verrà infilato nella prima e sbucciato con il secondo, oppure potete optare per pulire il frutto interamente senza dividerlo, o ancora dividere il frutto in tanti spicchi senza sbucciarlo, come è preferibile per le pesche che nella buccia racchiudono proprietà vitaminiche.
Banane: si puliscono togliendo longitudinalmente la buccia con l'ausilio delle mani e si mangiano con coltello e forchetta.
Arance e mandarini: potete sbucciarli tenendoli nella mano sinistra oppure potete scegliere di asportare prima le due estremità, quindi incidete con il coltello degli spicchi sulla buccia che poi potrete facilmente separare dàlla polpa con il coltello stesso, tenendo il frutto fermo nel piattino con la forchetta.
Frutta cotta: a seconda del suo grado di consistenza e solidità scegliete di adoperare forchetta o cucchiaio.


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