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![]() | L'omino di latta L'omino di latta era un omino triste triste. Ovunque andava, tutti ridevano di lui. Con tutto il rumore che faceva ogni volta che camminava per la strada, spesso i bambini lo prendevano in giro; quelli più cattivi, addirittura, gli gettavano sassi. L'omino di latta era quindi costretto a non uscire quasi mai. La sua casetta era per lui un rifugio ideale, quello da cui si sentiva al riparo dal mondo esterno. Le finestre erano piccoline, ma bastavano per osservare ciò che accadeva al di fuori. Aveva tutto ciò di cui poteva aver bisogno; il suo unico problema era che si sentiva molto solo. Un giorno, mentre si trovava nell'ingresso della sua casetta, si fermò e rimase di stucco. Incredibile! Notò una porta, mai vista prima di allora, di colore rosso, con una bella maniglia dorata. "Che significa tutto questo?" pensò tra sè e sè, indeciso se aprirla oppure no. Alla fine si fece coraggio e la spinse piano piano. La porta, con un leggero rumore, si aprì completamente per poi chiudersi dietro di lui. "Ma dove sono?" si domandò l'omino, tremando un po' per la paura. All'improvviso vide una luce verde provenire da lontano. All'inizio era una specie di chiarore molto debole, poi diventò sempre più forte, fino quasi ad abbagliare tutta la stanza. L'omino di latta pensò di esser diventato matto. "Povero me!" piagnucolava, "ora non sono più al sicuro neanche a casa mia!". Non fece in tempo a finire la frase, che subito ebbe un altro grande spavento. Dal fascio di luce che lo abbagliava uscirono delle marionette variopinte. Erano fatte in più modi:alcune di cartone, altre di latta, proprio come lui, altre ancora di legno. Erano così numerose che in un attimo riempirono tutta la stanza. Il nostro omino era a dir poco terrorizzato. "Ma ... ma... che succede? Cosa volete da me?" cominciò a chiedere. Le marionette si misero tutte intorno a lui e insieme gli dissero: "Non aver paura! Siamo qui per aiutarti! Se ci accetterai come tuoi amici, sarai felice per sempre!". L'omino di latta voleva indietreggiare, scappar via, ma questo non gli era possibile. Le marionette capirono che l'omino di latta aveva una gran paura e lo tranquillizzarono dicendo: "Siamo qui per farti compagnia! Vedrai, ci divertiremo insieme! Non avrai più bisogno di uscire di casa, ormai ci siamo noi e tutto andrà benone!". E subito si misero al lavoro. Un gruppo di esse si dette da fare per creare uno spazio da usare come prato. Altre si misero a costruire altalene, scivoli e ogni altra forma di divertimento adatta per stare all'aperto. Una marionetta creò delle luci speciali, grazie ad un particolare fluido magico che usciva dalle sue mani, e di colpo la stanza si illuminò completamente; sembrava proprio di stare in pieno giorno all'aria aperta! Una marionetta-bambina aveva portato con sé rose e viole per rallegrare il prato, e così l'aria cominciò a profumare di fiori. In men che non si dica le marionette trasformarono il luogo buio e solitario, in cui aveva vissuto fino ad allora l'omino di latta, in uno splendido giardino con tanti divertimenti. "E sarà così per sempre!" disse la marionetta-bambina all'omino. "D'ora in poi tu riderai e giocherai con noi, vuoi?". L'omino di latta trovò il coraggio di sorridere, e la marionetta-bambina lo prese per mano. Da quel momento in poi, per giorni e giorni, fu un continuo susseguirsi di risate, giochi e buon umore. L'omino di latta era sempre al centro dell'attenzione, e tutte le marionette cercavano di farlo sentire a suo agio. Ben presto, però, nelle strade della città si cominciò a notare la sua assenza. I bambini e i grandi iniziavano a chiedersi perché non lo si vedesse più da nessuna parte. Alcuni bambini cattivi dicevano: "Beh, si vede che le nostre sassate lo hanno sistemato a dovere!". Quelli più buoni dicevano: "Sentiamo la sua mancanza! Era così tenero e buffo!". Un giorno un bambino, particolarmente preoccupato per la sua assenza prolungata, andò davanti alla sua casetta. Notò subito un'aria diversa, come se tutta la casina fosse circondata da un alone di mistero. Da lontano, inoltre, sentiva un rumore di voci in festa, di canti e allegria. "Che strano!" pensò il bambino, "sembra quasi che il tempo qui si sia fermato!". Stava per andar via, quando udì una vocina che canticchiava in lontananza: "Come si sta bene, come si sta bene, tutti insieme all'omino di latta!". Il bambino non era sicuro di aver capito bene; si voltò verso la casina per vedere meglio cosa succedeva. E, prima di riuscire a capire cosa stava accadendo, fu avvolto da un bagliore di luce verde e fu trasportato all'interno della casetta. Qui venne a trovarsi in mezzo a tante simpatiche marionette e all'omino di latta. "Dunque sei a casa!" gli disse il bambino. "Ero sinceramente preoccupato per te, ma vedo che stai bene!". L'omino di latta non ebbe il tempo di rispondere, perché le marionette lo presero per mano per fare un bel girotondo. La marionetta-bambina si voltò verso il bambino e gli chiese: "Vuoi unirti a noi?", e lui accettò con gioia. Quando il girotondo fu terminato, egli disse all'omino di latta: "A nome di tutti gli altri bambini, ti voglio dire che ci sei mancato tanto! E voglio anche chiederti scusa da parte dei bambini più cattivi, che ti facevano sempre piangere!". L'omino di latta gli rispose: "Adesso non preoccuparti più! Come vedi ho trovato nuovi amici che staranno per sempre qui con me, e ormai sto bene!". Il bambino salutò tutti e andò via. Ma non poté fare a meno di raccontare ai suoi amici la sua incredibile avventura. Lui stesso pensava di aver vissuto un meraviglioso sogno! Fu così che da quel giorno in poi decine di bambini, amici dell'omino di latta, andarono a trovarlo nella sua casetta e si divertivano un mondo, insieme a tutte le marionette. Ormai tutti i bambini erano felici solo se potevano giocare con l'omino, e da allora la sua casina diventò la più famosa di tutta la città. di Cristina Guarnacci |
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